Non ho cercato uno stile. Ho cercato un modo sincero di dipingere.
Il mio percorso nasce lontano da un'accademia e si costruisce attraverso la pratica, l'errore, il tempo e la curiosità. Ho imparato a dipingere sperimentando, lasciando che ogni tecnica mi insegnasse qualcosa: dalle gouache agli acquerelli, dal collage all'astrazione, dai pastelli all'olio e infine alla pittura acrilica.
Ogni fase non è stata un cambiamento di stile, ma un passaggio necessario. Ogni tentativo mi ha permesso di capire non solo come dipingere, ma soprattutto cosa volevo raccontare.
Oggi la mia ricerca si concentra su una figurazione contemporanea essenziale, dove il colore non descrive soltanto la realtà, ma ne amplifica il significato. Mi interessa rappresentare ciò che esiste oltre l'immagine: la memoria, i pensieri, le emozioni e i simboli che abitano i luoghi e le persone. Per me la pittura è uno spazio di ricerca continua. Ogni opera nasce da un'osservazione del mondo, ma trova il suo senso quando riesce a trasformarsi in qualcosa di universale, lasciando a chi guarda la libertà di riconoscere una parte di sé.